Matteo Zaccagni è sparito dai radar. L'attaccante trentenne, un tempo pilastro del meccanismo offensivo della Lazio, è diventato una figura marginale nel progetto in affanno di Maurizio Sarri, relegato a metà classifica — e i numeri raccontano una storia di aridità offensiva che nessun rimescolamento tattico può nascondere.



In 22 presenze stagionali, Zaccagni ha collezionato tre reti e nessun assist. Il suo voto medio si attesta a 6,90 su 10: il segno di un giocatore che svolge il compitino, presente ma non pervenuto. Per contestualizzare, la Lazio occupa il decimo posto con 37 punti in 28 partite, un bilancio di nove vittorie, dieci pareggi e nove sconfitte che grida disfunzionalità. Hanno segnato 28 gol; ne hanno subiti altrettanti. La squadra è, nel senso più letterale del termine, in perfetto equilibrio – il che equivale a dire una squadra in crisi. L'invisibilità di Zaccagni non è un aspetto incidentale di questo malessere; ne è piuttosto un sintomo lampante.

Il rating AI complessivo dell'attaccante, pari a 70/100 (con un potenziale di 55/100), suggerisce un giocatore il cui picco di forma è ormai alle spalle, le cui riserve fisiche e creative si stanno esaurendo più velocemente di quanto gli accorgimenti tattici di Sarri possano compensare. A 30 anni, Zaccagni dovrebbe entrare nel suo ultimo ciclo di rendimento ai massimi livelli. Invece, sta andando alla deriva.

Lo scenario è il caos. La Lazio ha perso Ivan Provedel per infortunio, una perdita che ha talmente infuriato Sarri da spingerlo a rimproverare pubblicamente il presidente del club Claudio Lotito per la cessione del portiere di riserva Mandas. La risposta della squadra è stata istruttiva: una vittoria casalinga per 2-1 contro il Sassuolo, strappata nel recupero del secondo tempo grazie a un gol in extremis di Marusic, dopo che la Lazio aveva concesso il pareggio al 35'. Questa non è una squadra che esprime un gioco coerente. È una squadra che vince di rapina, quando vince.

Con il Milan che incombe domenica — una sfida che metterà alla prova il fragile equilibrio della Lazio contro una delle vere potenze della Serie A — Zaccagni si trova di fronte a una resa dei conti. Sarri ha due sedute di allenamento per ripristinare l'ordine. La domanda è se un attaccante trentenne, che si attesta su una media di 6,90, riesca a trovare l'incisività che il momento richiede, o se abbia già ceduto il suo posto ad alternative più giovani e affamate.

La Lazio non può permettersi passeggeri. Zaccagni deve scegliere se lottare per la sua rilevanza o svanire ai margini, dove le sue statistiche già suggeriscono che appartenga.