Yann Sommer, trentasettenne e ancora l'ultima roccaforte della difesa, sotto la guida di Cristian Chivu, non ha potuto impedire all'Inter di lasciare per strada altri due punti al Franchi domenica scorsa, poiché il pareggio di Cher Ndour ha annullato la fulminea rete del vantaggio di Francesco Pio Esposito e ha costretto i Nerazzurri a un 1-1 contro la Fiorentina nella 30ª giornata della Serie A 2025-26.
Il risultato brucia, proprio perché l'Inter può permetterselo meno di quanto sembri. La squadra di Chivu si trova in testa con 69 punti in 30 partite (22 vittorie, 3 pareggi, 5 sconfitte), ma il divario si sta riducendo. Il Milan incalza da sotto, il Napoli incombe a sette punti di distanza, e ogni punto lasciato per strada ora porta il peso di una potenziale rinuncia allo scudetto. Per Sommer, portiere con una media voto di 6.90 in 27 presenze in campionato in questa stagione, il pareggio non è un fallimento personale. È, tuttavia, un fallimento collettivo che finisce dritto nelle sue statistiche.
I numeri della difesa interista raccontano una storia di autentica solidità: 24 gol subiti in 30 partite è un dato che la maggior parte degli allenatori di Serie A incornicerebbe e appenderebbe al muro. Sommer è fondamentale per questo primato. Ma subire gol da Ndour – permettendo alla Fiorentina di riprendersi ciò che Esposito aveva conquistato nei primissimi secondi – sottolinea una fragilità ricorrente. L'Inter ha collezionato finora tre pareggi in questa stagione. Ogni pareggio è una piccola crepa in una struttura che Sommer ha altrimenti contribuito a rendere formidabile.
A 37 anni, Sommer porta il fardello particolare del portiere esperto: quando la difesa regge, il merito è del reparto; quando non regge, i riflettori si puntano su di lui. Il suo punteggio complessivo AI di 78 su 100 riflette un giocatore che si esibisce ancora a un elevato livello funzionale, anche se un potenziale punteggio di 45 indica che il suo tetto statistico è fisso. È quello che è – un portiere autorevole, tecnicamente preciso – e ciò che è rimane prezioso per la corsa allo scudetto dell'Inter.
La preoccupazione non è Sommer. La preoccupazione è che l'Inter, con 66 gol segnati e soli 24 subiti, abbia il profilo di una squadra da scudetto ma non ancora la costanza. Tre pareggi in 30 partite sono una modesta macchia, eppure ognuno di essi arriva in un momento in cui i rivali sono alla ricerca di debolezze.
Chivu deve trovare il modo di convertire le fondamenta difensive dell'Inter – costruite in gran parte sull'affidabilità di Sommer – nella spietata concretezza che i titoli esigono. Il portiere svizzero ha fatto la sua parte. Il resto della rosa deve fare la propria prima che il margine scompaia del tutto.