Yann Sommer, 37 anni, aveva tenuto vivo il sogno scudetto dell'Inter con una prestazione impeccabile contro la Fiorentina la scorsa settimana, meritando un 7.0 in una partita che i Nerazzurri dovevano gestire senza sbavature. Quella prestazione, però, ora sembra un lontano ricordo. La vittoria per 1-0 del Milan nel derby di domenica – un risultato inatteso che ha scosso la corsa al titolo – ha rivelato la fragilità che si celava dietro la solida posizione di classifica dell'Inter, e la serata di Sommer tra i pali è diventata una nota a piè di pagina rispetto a un più ampio collasso a centrocampo e in attacco.
L'Inter siede in vetta alla Serie A con 67 punti in 27 partite (22V 1N 4P), un vantaggio che quattro giorni fa sembrava inattaccabile. Ma la sconfitta contro il Milan di Allegri nel derby della Madonnina ha riscritto la narrativa. Con 64 gol segnati e solo 21 subiti, la difesa di Chivu è stata una fortezza – e il 6.90 di media voto di Sommer in 25 partite riflette un portiere raramente esposto al tipo di caos che le sconfitte portano con sé. Eppure la sconfitta nel derby suggerisce che anche una retroguardia ben oliata non può compensare il tipo di malfunzionamento collettivo che si è manifestato domenica.
I titoli dei giornali raccontano di una squadra che ha steccato ovunque, tranne dove contava meno. Dimarco non è riuscito a pareggiare in un momento che avrebbe potuto spostare l'inerzia della partita. Barella, il metronomo dell'Inter, ha lavorato sodo ma ha commesso errori costosi. Luis Henrique, l'esterno rossonero, ha sonnecchiato per lunghi tratti della partita – eppure il Milan ha vinto. Quella asimmetria, quella capacità della squadra di Allegri di vincere "sporca" mentre l'Inter giocava senza convinzione, è il vero campanello d'allarme.
Sommer stesso non è stato colpevole della sconfitta. Le fonti non dettagliano la sua prestazione nel derby né gli attribuiscono colpe. A 37 anni, resta una presenza stabilizzante in una squadra che ha vinto 22 delle 27 partite giocate. Il suo rating complessivo di 78/100 suggerisce un portiere che si esibisce a un livello degno di un contendente al titolo, anche se il suo potenziale massimo (45/100) allude al naturale declino legato all'età. Non ha subito gol con leggerezza; il record difensivo dell'Inter è esemplare.
Ciò che conta ora è se Chivu riuscirà a ripristinare la disciplina a centrocampo che ha permesso a Sommer di operare in relativa tranquillità per la maggior parte della stagione. La sconfitta nel derby non è stata un fallimento del portiere. È stato un fallimento strutturale, di esecuzione, e della fiducia collettiva che sembrava incrollabile sei giorni prima.