Yann Sommer, 37 anni e ancora titolare inamovibile tra i pali dell'Inter capolista, ha vissuto un weekend amaro al Franchi di Firenze: i nerazzurri non sono andati oltre l'1-1 contro la Fiorentina, terza partita consecutiva senza vittoria dopo il ko nel derby con il Milan e il pareggio con l'Atalanta. Per un portiere che ha costruito la sua stagione sulla solidità difensiva, ogni punto perso pesa doppio.
Il dato che racconta meglio il valore di Sommer in questo campionato è brutale nella sua semplicità: 24 gol subiti in 30 partite di Serie A, con Inter ferma a 69 punti. Una media inferiore a un gol a partita, in un campionato dove le difese cedono con regolarità. Il problema è che questo piccolo capolavoro difensivo collettivo — costruito mattone su mattone da Chivu — rischia di essere eroso proprio nel momento decisivo della stagione.
Con una media voto di 6.90 in 27 presenze stagionali, Sommer non è il tipo che si prende le prime pagine. Non para con l'acrobazia spettacolare; para con la posizione, con la lettura, con quella geometria svizzera che trasforma il pericolo in routine. A 37 anni, non può permettersi di sprecare energia. Ogni intervento è calcolato. È questo che lo rende ancora affidabile ad alto livello, e che rende il suo AI Overall di 78/100 una valutazione onesta, non generosa.
Ma tre partite senza vittoria aprono crepe che i numeri da soli non chiudono. Marotta ha predicato calma — "nessun psicodramma", ha dichiarato il presidente nerazzurro — e ha puntato il dito sugli errori arbitrali, citando esplicitamente un rigore non concesso contro la Fiorentina. La serenità istituzionale è necessaria. Non è sufficiente.
Per Sommer, il rischio concreto è che una difesa che ha concesso appena 24 gol in 30 giornate cominci a pagare la stanchezza mentale prima ancora che fisica. Il portiere è l'ultimo baluardo, ma è anche il termometro emotivo della retroguardia. Quando la squadra davanti a lui perde certezze, il lavoro del numero uno si moltiplica.
La Gazzetta dello Sport segnala che Asllani e Frattesi potrebbero avere una grande chance nella prossima sfida, quella in cui l'Inter può tornare prima in classifica in solitaria. Sommer, dal canto suo, non ha bisogno di grandi chance: ha bisogno che i suoi compagni tornino a costruire il muro che per ventisette giornate lo ha reso quasi spettatore privilegiato di una cavalcata scudetto.
A 37 anni, con un potenziale di sviluppo fissato a 45/100, Sommer non è un progetto: è un presente. E il presente dice che l'Inter ha ancora il miglior portiere disponibile per vincere questo campionato — a patto che il castello nerazzurro smetta di scricchiolare adesso.