Alessio Romagnoli è diventato il punto fermo nella stagione travagliata della Lazio: un difensore centrale di 31 anni che ha disputato 23 partite di Serie A con una media voto di 7.00, mentre il club si sta sgretolando attorno a lui. Questa settimana, mentre l'infortunio alla spalla di Ivan Provedel costringeva il portiere all'intervento chirurgico e poneva fine alla sua stagione, la squadra di Maurizio Sarri si è trascinata verso la sfida col Sassuolo con ferite ancora aperte. Eppure Romagnoli, nato nel gennaio 1995, è rimasto l'unica costante difensiva su cui Sarri potesse contare, anche mentre i Biancocelesti annaspavano al decimo posto con 37 punti in 28 partite (nove vittorie, dieci pareggi, nove sconfitte).



La tempistica dell'assenza di Provedel è catastrofica per una squadra che già annaspa. Il dato difensivo della Lazio – 28 gol subiti nell'arco della stagione – suggerisce una fragilità sistemica, non singole amnesie. La media voto di 7.00 di Romagnoli riflette un giocatore che sta facendo il suo dovere su una nave che imbarca acqua. Con 0 gol e 0 assist in 23 presenze, è ciò che i difensori dovrebbero essere: invisibili quando operano correttamente, esposti quando i compagni vengono meno. La vera storia non è ciò che Romagnoli ha fatto, ma ciò che ha impedito.

La furia di Sarri nei confronti del presidente Claudio Lotito per la cessione del portiere di riserva Mandas rivela un malessere più profondo: una pianificazione della rosa scollegata dalla realtà tattica. La Lazio ha sacrificato la profondità della rosa per finanziare le ambizioni; ora ne paga il prezzo. Romagnoli, al contrario, rappresenta la continuità – un'àncora nel cuore di una difesa che ha subito tanti gol quanti ne ha segnati (28 subiti, 28 fatti). In una rosa senza un portiere di riserva affidabile, senza la coerenza tattica che Sarri esige, la costanza di Romagnoli diventa non una virtù, ma una necessità.

Il gol vittoria in extremis contro il Sassuolo – la rete di Marusic in pieno recupero dopo che Maldini e Laurienté si erano scambiati colpi – ha offerto un sollievo temporaneo ma nessuna soluzione. Romagnoli affronterà altre 15 partite in una stagione che chiede risultati immediati. Il suo rating complessivo di 75/100 (secondo l'AI) riflette un giocatore ormai oltre il suo picco fisico, ma ancora competente; il suo potenziale di 42/100 suggerisce che il declino è inevitabile. Ciò che conta ora è se la Lazio riuscirà a costruire una squadra funzionale attorno a lui prima che il suo contratto scada.

A 31 anni, Romagnoli non ha tempo per progetti di ricostruzione.