Alessio Romagnoli, 31 anni, ha disputato 24 gare in Serie A con la Lazio in questa stagione senza realizzare gol o assist: una statistica che racconta solo una parte della storia di un difensore incaricato di fare da pilastro a una squadra decima in classifica e in caduta libera. Mentre la formazione di Maurizio Sarri attraversa un marzo zoppicante, con la perdita del portiere Ivan Provedel, costretto a chiudere la stagione per un intervento chirurgico alla spalla, la costante media voto di Romagnoli, pari a 7.00, diventa meno una misura di eccellenza individuale e più un riflesso della disfunzione collettiva: una squadra che ha pareggiato 10 delle 28 partite, ha subito 28 gol in 28 uscite, e ora si trova di fronte a una crisi in porta che metterà alla prova ogni briciolo di disciplina difensiva che il veterano difensore centrale sarà in grado di mettere in campo.
L'infortunio di Provedel – la cui gravità è stata tale da mettere a rischio la sua carriera in vista della stagione 2025-26 – mette a nudo la fragilità dell'architettura della Lazio. La rabbia pubblica di Sarri nei confronti del presidente Claudio Lotito per la cessione del portiere di riserva Mandas rivela la trappola tattica in cui la Lazio si è cacciata. Senza un secondo portiere di provata esperienza, la Lazio farà esordire Edoardo Motta contro il Sassuolo, un ragazzo incaricato di stabilizzare una retroguardia che ha già subito 28 gol in 28 partite. Per un difensore di 31 anni e dell'esperienza di Romagnoli, questo non è il momento di tirare i remi in barca. Il suo posizionamento, la sua lettura del gioco, il suo dominio dell'area di rigore: questi diventano l'unico argine tra il caos e la credibilità.
Contro il Sassuolo, la Lazio ha vinto nel finale. Il gol di Marusic nel recupero ha salvato una partita che la squadra di Sarri aveva condotto, poi sciupato, e infine recuperato per vincere. Lo schema è snervante: vantaggio iniziale, crollo difensivo, recupero disperato. Questo non è il calcio della filosofia di Sarri. È calcio nel panico. Romagnoli, con un rating AI di 76/100 a fronte di un potenziale minimo di 45, si colloca nella fascia alta di un intervallo ristretto — capace, ma non un leader. Nove vittorie, dieci pareggi, nove sconfitte: questi sono i numeri di una squadra senza convinzione.
Per Romagnoli, le prossime settimane definiranno i suoi capitoli finali alla Lazio. Un leader difensivo non può prevenire gli infortuni ai portieri, ma può fare da pilastro a una squadra in crisi attraverso la forza di volontà e il posizionamento.