Alessio Romagnoli ha disputato finora 24 partite con la Lazio in questa stagione senza segnare né fornire assist, con una media voto di 7.00 – una competenza da onesto mestierante in una squadra che annega nella mediocrità. A 31 anni, il difensore centrale fa ciò che ha sempre fatto: essere presente, marcare il suo uomo e sperare che il caos intorno a lui si risolva da sé. Questa settimana, il caos si è ulteriormente aggravato.
L'infortunio alla spalla di Ivan Provedel, che lo terrà fuori per il resto della stagione, ha messo a nudo la fragilità della rosa di Maurizio Sarri. L'assenza di Provedel costringe Edoardo Motta al suo debutto in Serie A contro il Sassuolo – un battesimo di fuoco che nessun portiere meriterebbe. Eppure Romagnoli, la colonna portante della difesa, non può sobbarcarsi l'intero peso di una struttura che crolla. La Lazio è al 10° posto con 37 punti in 28 partite (9 vittorie, 10 pareggi, 9 sconfitte), un bilancio che grida all'incompiutezza. Ha subito 28 gol – non catastrofici, ma neanche il segno distintivo di una squadra costruita per competere.
La furia di Sarri nei confronti del presidente Claudio Lotito per la cessione del secondo portiere Mandas rivela il vero problema. La Lazio ha giocato d'azzardo con le proprie certezze e ha perso. Romagnoli non può sopperire all'assenza di un secondo portiere. Il suo compito è organizzare la linea davanti a sé, e lo ha fatto con granitica affidabilità – una media voto di 7.00 in 24 partite suggerisce costanza, non brillantezza. In una squadra che pareggia fin troppo spesso (10 in 28 partite), la solidità difensiva dovrebbe contare qualcosa. Non lo fa, perché la Lazio non riesce a segnare (28 gol in 28 partite equivalgono a 1.0 a gara).
Contro il Sassuolo, il gol in extremis di Marusic ha strappato una vittoria che non avrebbe mai dovuto richiedere tale sforzo. La Lazio era passata in vantaggio, aveva subito il pareggio entro il 35° minuto e ha avuto bisogno di un intervento al 90° minuto per salvarsi. Questo è il copione di una squadra senza convinzione, senza ritmo, senza un'identità chiara. Romagnoli è rimasto saldo tra le macerie di ogni partita, mantenendo intatta la disposizione difensiva mentre il caos offensivo si dipanava davanti a lui.
A 31 anni, con un rating complessivo AI di 75/100, Romagnoli è un difensore affidabile su una nave che affonda – e nessun posizionamento, per quanto impeccabile, può salvare un vascello con falle nello scafo.