Il Bologna ha fermato la Roma sull'1-1 nell'andata degli ottavi di finale di Europa League allo stadio Dall'Ara il 13 marzo, ponendo la squadra di Vincenzo Italiano di fronte a una situazione di perfetto equilibrio (50-50) in vista della gara di ritorno all'Olimpico la prossima settimana. I riflettori erano puntati su Bernardeschi, la cui prestazione ha ispirato i Rossoblu, ma la tensione sottostante in questa partita – e nell'intera stagione del Bologna – risiede nella più ampia fragilità del centrocampo.



Ciò è rilevante perché il Bologna si trova all'ottavo posto in Serie A con 39 punti in 28 partite (11 vittorie, 6 pareggi, 11 sconfitte), una posizione che richiederebbe una profondità da squadra europea. Orsolini, 29 anni, è un pilastro di quel centrocampo. In 26 presenze in campionato, ha segnato 7 gol e fornito 1 assist, vantando un voto medio stagionale di 6.90 – un rendimento rispettabile, ma non la forma incisiva richiesta quando un club è impegnato contemporaneamente su più fronti, sia in competizioni nazionali che continentali.

Il pareggio contro la Roma rivela il problema centrale del Bologna: sanno contenere, sanno pareggiare, ma faticano a dominare. La prestazione di Bernardeschi ha mascherato quello che è ormai diventato uno schema ricorrente. Il contributo di Orsolini in questa stagione – 7 gol in 26 partite – rispecchia un giocatore che svolge il suo compito senza però dettare il gioco. Il suo unico assist (1) è particolarmente eloquente per un centrocampista in una squadra che lotta su due fronti. A 29 anni, con un rating complessivo AI di 75/100 (potenziale 58/100), Orsolini è un "veterano" agonista, non un creatore di gioco. Questa distinzione è cruciale quando il calcio di Europa League richiede entrambe le qualità.

Il tono ottimista di Italiano dopo la partita contro la Roma suggerisce una soddisfazione tattica, ma soddisfazione e progressione non sono sinonimi nel calcio europeo a eliminazione diretta. Il Bologna ha subito 34 gol in 28 partite di Serie A – una difesa "colabrodo" che punirà ogni esitazione a Roma. Il voto di 6.90 di Orsolini riflette un problema più ampio della squadra: competenza senza brillantezza. Il centrocampo ha prodotto 37 gol nel corso della stagione (1.32 a partita), un rendimento che a malapena sostiene l'ottavo posto, figurarsi una cavalcata europea.

La partita di ritorno richiederà più di un pareggio. Richiederà quel tipo di aggressività controllata che distingue i "sopravvissuti" dalle "comparse" in Europa. Orsolini dovrà contribuire oltre la sua attuale traiettoria – sia in fase difensiva che in fase di transizione – se il Bologna vuole evitare l'eliminazione.