Riccardo Orsolini ha sbagliato un calcio di rigore e il Bologna ha perso 2-0 contro la Lazio all'Dall'Ara domenica 23 marzo – un risultato che ha visto i rossoblù superati in classifica e ha lasciato Vincenzo Italiano alla ricerca di risposte su una squadra che non riesce a trovare la sua quadratura.



L'errore pesa oltre il risultato finale. Orsolini è la minaccia offensiva più pericolosa sulle fasce del Bologna, un giocatore che in questa stagione ha contribuito con 7 gol e 1 assist in 28 presenze in Serie A, vantando una media voto di 6.80. Quando si presenta dal dischetto e non riesce a trasformare, il Bologna perde più di un gol – perde quella leva psicologica che avrebbe potuto cambiare le sorti della partita. Una squadra al 9° posto con 42 punti, con un bilancio di 12 vittorie e 6 sconfitte, non può permettersi di vanificare momenti del genere.

Italiano è stato misurato ma incisivo nella sua analisi post-partita. «Il Bologna non è riuscito a dare continuità», ha detto – la squadra non è riuscita a mantenere lo slancio. Quella parola, *continuità*, è il problema cardine di questa stagione del Bologna. Il cammino in Europa League ha richiesto energia e turnover; il campionato ne ha risentito. La doppietta della Lazio firmata da Taty ha punito una squadra che, secondo Italiano stesso, stava cavalcando un'onda di fiducia europea. L'onda si è infranta domenica.

Per Orsolini nello specifico, l'errore dal dischetto cristallizza una tensione visibile nei suoi numeri. Sette gol in 28 partite sono un bottino rispettabile per un esterno di centrocampo, ma una valutazione complessiva AI di 75 con un potenziale massimo di soli 85 suggerisce che l'analisi dei dati vede un giocatore che opera già vicino al suo picco – un elemento affidabile, non una forza in ascesa. A 27 anni, nato a febbraio 1997, sta entrando nella fase della sua carriera in cui la costanza deve sostituire la promessa. Sbagliare rigori in partite casalinghe decisive è il tipo sbagliato di costanza.

Le voci di mercato estive intorno al Bologna si concentrano su Santiago Castro, non su Orsolini, il che la dice lunga su dove siano focalizzate le ambizioni del club. Il valore di Orsolini per questa squadra è reale ma funzionale – è l'opzione esterna esperta di cui Italiano si fida, non l'elemento di spicco che il mercato brama.

Il Bologna deve ora riorganizzarsi per un finale di stagione che determinerà se il 9° posto rappresenta una base o un tetto. Orsolini ha bisogno di un gol, e in fretta – perché nel calcio, un rigore sbagliato viene dimenticato solo quando entra il successivo.