Il Bologna ha imposto il pareggio per 1-1 alla Roma nell'andata degli ottavi di finale di Europa League, giocata al Dall'Ara il 13 marzo, rimandando ogni verdetto alla gara di ritorno a Roma la prossima settimana. Il risultato mantiene in vita la squadra di Vincenzo Italiano nella seconda competizione europea, ma mette anche a nudo la fragilità che ha caratterizzato la loro campagna di Serie A: con soli otto punti di margine sulla zona salvezza, pur galleggiando all'ottavo posto con 39 punti in 28 partite.
Per Riccardo Orsolini, ormai 29enne, questo momento assume un peso specifico particolare. L'esterno ha messo a segno sette gol e un assist in 26 presenze in Serie A in questa stagione, con una media voto di 6.90: solido, funzionale, ma non la forza dominante di cui il Bologna ha bisogno se vuole rientrare nelle posizioni europee per diritto e non per fortuna di coppa. Alla sua età, con un potenziale di 58/100 contro un rating complessivo attuale di 75/100, Orsolini sta entrando nella fase in cui la costanza di rendimento definisce la carriera. Il calcio di Europa League, anche negli ottavi di finale, richiede precisione e resistenza che non sempre ha mostrato in campionato.
La cronaca post-partita della sfida contro la Roma tace in modo evidente sulla prestazione individuale di Orsolini. Bernardeschi emerge come l'eroe della narrazione — "Bernardeschi è stato grande", ha confermato Italiano — mentre Joao Mario ha ricevuto critiche. L'assenza del nome di Orsolini dai titoli è di per sé significativa. In un pareggio per 1-1 in cui il Bologna doveva lasciare il segno, non ha né brillato né deluso platealmente. Ha fatto il suo. Nient'altro.
Questo anonimato riflette una verità più ampia sulla sua stagione. Sette gol in 26 partite sono un bottino rispettabile per un esterno, ma la posizione del Bologna — ottavo, a sei punti dalla zona di qualificazione europea — richiede di più. Il loro attacco ha racimolato solo 37 gol in 28 partite di campionato, il quarto peggior bottino nella loro attuale posizione. Il contributo di Orsolini, sebbene non trascurabile, non è stato sufficiente a far pendere l'ago della bilancia.
La gara di ritorno a Roma metterà alla prova se la squadra di Italiano saprà sostenere l'intensità richiesta per una sfida a eliminazione diretta. Ci si aspetterà da Orsolini che si assuma la responsabilità a centrocampo, che cucia il gioco, che pressi quando la Roma costruirà da dietro. L'Europa League gli offre una redenzione: una possibilità di dimostrare che a 29 anni rimane un giocatore capace di momenti decisivi nelle partite importanti. Il campionato non gli ha chiesto di essere quel giocatore. L'Europa potrebbe.