Cher Ndour ha segnato per regalare alla Fiorentina un pareggio per 1-1 contro la capolista Inter al Franchi alla 30ª giornata, annullando il vantaggio iniziale di Francesco Pio Esposito e condannando la formazione di Cristian Chivu al terzo match consecutivo senza vittoria. Il centrocampista ventunenne, secondo le pagelle della Gazzetta dello Sport, "si riscatta" – un'espressione che assume particolare rilevanza se applicata a un giocatore che in 24 presenze in Serie A in questa stagione aveva messo a segno un solo gol.



Questa cornice di riscatto è significativa. Ndour si è presentato a questa partita con una media voto di 6.60 in quelle 24 gare – funzionale, raramente spettacolare. Un gol, zero assist. Un punteggio AI complessivo di 68 su 100, con un potenziale massimo stimato a 78. I numeri descrivono un giocatore ancora in fase di costruzione ai massimi livelli, non ancora un prodotto finito. Contro l'Inter, ha regalato un momento capace di cambiare la percezione.

Per la Fiorentina, il punto è prezioso in un senso diverso. La formazione di Vanoli si trova al 16º posto con 29 punti in 30 partite – sei vittorie, undici pareggi, tredici sconfitte – un bilancio costruito quasi interamente sulla capacità di non perdere, più che di vincere. Undici pareggi in una stagione rappresentano una particolare strategia di sopravvivenza: fatta di fatica, poco appariscente, a tratti brillante. Questo 1-1 contro la capolista rientra in quella categoria.

Vanoli stesso si è mostrato, come di consueto, schietto nella conferenza stampa post-partita, sbottando, pare, contro un giornalista: "Basta con i cambi. Fammi godere una partita." La frustrazione del tecnico suggerisce una tensione interna sulla gestione della rosa, anche dopo un risultato che meriterebbe di essere festeggiato. Che sia stato Ndour a fornire il contributo decisivo – non un elemento di spicco, non un creatore designato – aggiunge uno strato di ironia che lo stesso Brera avrebbe apprezzato.

Il direttore della Fiorentina, Fabio Paratici, aveva dichiarato prima della partita che il club sarebbe stato "in lotta fino alla fine", e con 35 gol segnati a fronte di 44 subiti, l'aritmetica della salvezza resta serrata. Il gol di Ndour non trasforma la stagione. Ma a 21 anni, con un potenziale massimo ancora di otto punti superiore al suo attuale punteggio, momenti come quelli della serata di domenica al Franchi sono esattamente il modo in cui tale divario si riduce.

Non è ancora il centrocampista che la Fiorentina ha bisogno che diventi. Ma per una sera, è stato esattamente quello che avevano.