Arek Milik ha spezzato un silenzio durato due anni. L'attaccante della Juventus, 32 anni, assente dalle gare ufficiali dall'inizio della stagione 2024-25, è tornato ad allenarsi in gruppo e ha parlato pubblicamente del suo calvario, descrivendo un "percorso più difficile" di qualsiasi altro abbia mai affrontato, pur insistendo nel vedere la luce in fondo al tunnel. Per un club che occupa il sesto posto in Serie A con 50 punti in 28 partite, il suo potenziale reintegro non è un lusso. È una necessità.
I numeri della stagione bianconera raccontano una storia cruda. Cinquanta gol in 28 partite. Una media di 1,79 a gara, rispettabile per una squadra di metà classifica, ma insufficiente per un club con le ambizioni o il monte ingaggi della Juventus. La formazione di Luciano Spalletti ha vinto 14 partite, ne ha pareggiate otto e perse sei. Si trova a sei punti dalla zona Champions League. Ogni pedina offensiva conta. L'assenza di Milik ha lasciato un vuoto che la rosa ha faticato a colmare con convinzione costante.
Eppure, qui sta il paradosso: la stagione 2024-25 di Milik registra zero presenze, zero gol, zero assist. Non è stata assegnata alcuna valutazione, non avendo disputato incontri. Il suo rating AI Overall è di 72/100, con un potenziale minimo di 45/100 – numeri che riflettono un giocatore diviso tra esperienza e realtà fisica. A 32 anni, con quasi due stagioni perdute per infortunio, non è più il bomber prolifico che un tempo terrorizzava le difese di Serie A. È una scommessa. Calcolata, forse, ma pur sempre una scommessa.
Spalletti non è un tecnico incline alle scommesse facili. L'allenatore che ha ricostruito il Napoli trasformandolo in pretendente allo scudetto esige precisione, posizionamento e pressing incessante. Se Milik sia in grado di soddisfare queste richieste dopo un'assenza così prolungata, resta l'interrogativo irrisolto. Il suo rientro in gruppo è una tappa fondamentale, non una soluzione.
Le prossime settimane metteranno alla prova sia il giocatore che il club. Se Milik riuscirà a ritrovare anche solo una frazione della sua precedente brillantezza, la Juventus guadagnerà profondità in un reparto dove la carenza di alternative è costata cara. In caso contrario, lo spazio che occupa resterà inutilizzato. In ogni caso, il mondo del calcio osserva.