<title>Arek Milik ha rotto il silenzio. Dopo quasi due anni ai margini, l'attaccante trentaduenne è tornato ad allenarsi in gruppo alla Juventus, accendendo il primo vero barlume di speranza in quello che lui stesso definisce "il percorso più difficile" della sua carriera. La notizia arriva mentre la Juventus, quinta in Serie A con 54 punti in 34 partite, è alla ricerca di rinforzi offensivi in una stagione che ha prodotto solo 52 gol complessivi</title>
Per un giocatore che in questa stagione ha messo a segno zero gol e zero assist in zero partite, il peso simbolico del ritorno al lavoro di gruppo di Milik non può essere sopravvalutato. A 32 anni, il tempo non è più un lusso. La finestra per il riscatto si restringe con il passare delle settimane. Eppure la sua disponibilità a parlare pubblicamente del calvario — inquadrandolo non come una sconfitta ma come una prova di carattere — suggerisce una mentalità che potrebbe ancora rivelarsi preziosa per il progetto di Luciano Spalletti.



Il quadro è impietoso. La Juventus ha vinto 15, pareggiato 9 e perso 6 delle sue 34 partite di campionato, subendo solo 29 gol ma faticando a trovare la via della rete. Quella solidità difensiva maschera una fragilità offensiva. L'assenza di Milik si è fatta sentire non nelle statistiche — non ne ha da vantare — ma nella profondità e nell'esperienza del reparto offensivo. Un attaccante della sua caratura, anche a 32 anni, offre qualcosa che va oltre i semplici numeri: intelligenza tattica, leadership, la capacità di tenere palla e creare spazi per i compagni di squadra.

Il rating complessivo del nazionale polacco di 70/100, abbinato a un potenziale massimo di soli 45/100, riflette il suo status: non più un'opzione primaria, ma potenzialmente utile come risorsa per le rotazioni se la condizione fisica lo permette. Il divario tra la sua valutazione attuale e il suo potenziale suggerisce che lo staff medico nutre un cauto ottimismo piuttosto che certezze.

La Juventus affronterà il Pisa nel prossimo impegno. Se Milik verrà impiegato rimane sconosciuto. Ciò che conta è che si alleni. Il tunnel che aveva intravisto è diventato tangibile.