Scott McTominay, 29 anni, è diventato la colonna portante della corsa Scudetto del Napoli sotto la guida di Antonio Conte. Ha messo a segno sei gol e tre assist in 23 partite di Serie A quest'anno, ancorando un centrocampo che ha subito solo 29 gol in 28 partite – un dato difensivo che testimonia tanto la disciplina del centrocampista scozzese quanto il suo contributo in fase offensiva.
I numeri raccontano una storia che l'emergenza infortuni del Napoli non ha fatto altro che sottolineare. Con il club attualmente terzo con 56 punti, frutto di 17 vittorie, 5 pareggi e 6 sconfitte, la valutazione media di 7.00 di McTominay e la sua costante disponibilità lo hanno reso indispensabile nel sistema di Conte. Non è il regista estroso – quel ruolo spetta ad altri in squadra – bensì il giocatore che rompe le linee, protegge il possesso e converte le mezze occasioni con l'efficienza di un attaccante puro reinventato a centrocampo. Sei gol da centrocampista in 23 partite sono un bottino significativo, soprattutto in un campionato in cui la solidità difensiva spesso decide i titoli.
I recenti sviluppi nell'infermeria del Napoli non hanno fatto altro che amplificarne il valore. L'infortunio confermato alla fascia plantare di Antonio Vergara terrà il terzino sinistro lontano dal campo per almeno le partite contro Lecce e Cagliari prima della sosta per le nazionali, costringendo Conte a ridisegnare l'assetto difensivo. In momenti come questi, le squadre si affidano ai propri centrocampisti di rottura per fornire ulteriore copertura e sicurezza nelle transizioni. La posizione e la quantità di lavoro di McTominay diventano ancora più cruciali.
Ciò che distingue il contributo di McTominay è la sua invisibilità agli occhi meno attenti. Non domina le statistiche di possesso palla né genera giocate da copertina. Esegue invece il lavoro ingrato: attivazione del pressing, transizioni a centrocampo, schermatura difensiva e l'occasionale passaggio filtrante che sblocca spazi intasati. A 29 anni, ha raggiunto un'età in cui la costanza conta più del potenziale. Il suo rating complessivo AI di 76/100 riflette un giocatore che si esibisce a un livello alto e affidabile – non una promessa, ma una pietra angolare.
Il terzo posto del Napoli e il deficit di 14 punti dalla vetta rappresentano una stagione fatta di alti e bassi, ma McTominay è stato parte della soluzione, non del problema. In un centrocampo spesso chiamato a bilanciare creatività e grinta, ha dimostrato che l'intuizione di Conte di ingaggiarlo fosse fondata.