Scott McTominay è sceso in campo al fianco di Kevin De Bruyne nel centrocampo del Napoli per la sfida di Serie A a Cagliari il 21 marzo: il tandem che i sostenitori di Antonio Conte avevano a lungo richiesto si è finalmente concretizzato in trasferta in Sardegna.
Questo è il punto cruciale che il mondo del calcio attendeva. McTominay, 29 anni, è stato uno dei motori silenziosi della stagione del Napoli: sette gol e tre assist in 25 presenze in campionato, con una media voto di 7.00 che testimonia una costanza di rendimento piuttosto che sprazzi di genio occasionali. Non incanta. Accumula. In un sistema di Conte basato sulla disciplina collettiva e sul pressing verticale, è proprio questo il profilo che il tecnico predilige al di sopra di ogni altro.
La tempistica di questo assetto di centrocampo assume un peso specifico. Il Napoli occupa la terza posizione in Serie A con 62 punti in 30 partite — 19 vittorie, cinque pareggi, sei sconfitte — e la corsa al titolo è abbastanza aperta da aver spinto Fernando Llorente, intervenuto pubblicamente questa settimana, a indicare il Napoli come sua scelta per lo Scudetto. Non si tratta di oziosa adulazione da parte di un ex attaccante con simpatie juventine; è piuttosto una lettura della classifica che riconosce come Conte abbia ricostruito qualcosa di serio allo Stadio Maradona.
Eppure, la sosta per le nazionali arriva in un momento inopportuno. Romelu Lukaku ha lasciato il ritiro del Belgio ed è tornato a Napoli, con il club che ha confermato il suo rientro anticipato in vista delle amichevoli contro gli Stati Uniti e il Messico. La versione ufficiale parla di gestione fisica in ottica Mondiale. Qualunque sia il motivo, Conte non si lamenterà certo di riavere il suo attaccante in allenamento prima del previsto.
Intanto, Rasmus Hojlund ha parlato questa settimana dal ritiro della Danimarca e ha attribuito direttamente a Conte il merito della propria trasformazione — un promemoria di quanto completamente il tecnico sappia rimodellare i giocatori che arrivano a Napoli con qualche dubbio. McTominay era arrivato dal Manchester United con interrogativi sul suo potenziale. Sette gol in Serie A da centrocampo, in un sistema che non chiede ai suoi centrocampisti di spingersi in avanti in modo avventato, è una risposta convincente.
Il suo rating complessivo di 72 su 100 secondo l'IA suggerisce un giocatore che opera vicino al suo massimo potenziale piuttosto che uno che sta ancora salendo verso di esso. Questa non è una critica. Un affidabile 72, settimana dopo settimana, in un Napoli che lotta per il titolo, vale più di un volatile 80 che scompare per lunghi tratti.
Con la stagione che entra nella sua fase finale e il Napoli che necessita di ogni punto per colmare il divario dalle squadre che lo precedono, il tandem McTominay-De Bruyne non è più un lusso, ma il meccanismo attraverso il quale Conte intende vincere.