Zero minuti in Serie A per Cristiano Mandas in questa stagione. Quella statistica — cruda, impietosa — si staglia al centro del malessere che attanaglia la Lazio, attualmente decima, e della pubblica furia di Maurizio Sarri nei confronti del presidente Claudio Lotito.



L'invisibilità del portiere ventiquattrenne è divenuta clamorosa lo scorso 10 marzo, quando Sarri ha gettato nella mischia Edoardo Motta per il suo esordio in Serie A contro il Sassuolo, una gara che la Lazio ha vinto 2-1 al fotofinish grazie a Marusic. La vittoria contava, certo. Ma il messaggio sotteso contava ancor di più. La rabbia di Sarri nei confronti della società — pare innescata dalla cessione di Ivan Provedel — si è cristallizzata in una dichiarazione perentoria: si diceva "totalmente contrario" alla vendita di Mandas, l'erede naturale ora relegato a raccogliere polvere in panchina.

Ed è qui che si annida il paradosso. Mandas vanta un potenziale genuino. Il suo rating AI complessivo di 53/100, con un potenziale di crescita fino a 68/100, indica un portiere perfettamente in grado di calcare i campi della Serie A. Eppure, il potenziale resta lettera morta se non si può scendere in campo. La Lazio occupa la decima posizione con 37 punti in 28 partite (9 vittorie, 10 pareggi, 9 sconfitte), con una differenza reti esattamente neutra: 28 gol fatti e 28 subiti. È questa l'aritmetica di una squadra che annaspa, che non riesce a trovare una direzione. Un portiere non può certo risolvere da solo tale situazione, ma nemmeno può migliorare se costretto ai margini.

La lamentela di Sarri affonda le radici ben oltre la semplice frustrazione di un allenatore per la scarsa ampiezza della rosa. Essa svela la logica frastagliata della Lazio moderna: un club che dismette esperienza (Provedel) e contemporaneamente ostacola la crescita dei giovani (Mandas). Il tecnico auspicava continuità tra i pali. Si è ritrovato invece con un vuoto e un'alternativa tutta da testare.

L'esordio di Motta contro il Sassuolo non ha offerto alcuna rassicurazione. Una singola partita, d'altronde, non basta a stabilire le credenziali di un estremo difensore, specie in una rosa che disperde punti a causa di una cronica inconsistenza difensiva. Il bilancio della Lazio — che non riesce a vincere né a perdere con regolarità — suggerisce problematiche sistemiche che vanno ben oltre le responsabilità del singolo.

Mentre Sarri si prepara per la delicata sfida di domenica contro il Milan, con Romagnoli, Basic e Cataldi ancora ai box, Mandas resta il simbolo di un potenziale sprecato: un ventiquattrenne nel pieno delle sue facoltà fisiche, costretto a guardare dalla panchina mentre la sua carriera ristagna.