La stagione di Ivan Provedel si è conclusa. Un'operazione alla spalla terrà fuori il portiere titolare della Lazio fino alla prossima stagione, costringendo Maurizio Sarri a ripiegare su Edoardo Motta per la sfida contro il Sassuolo del 10 marzo. La decisione ha scatenato una rara diatriba pubblica tra l'allenatore e il presidente del club Claudio Lotito—e si concentra su un ventiquattrenne di nome Cristiano Mandas, che non ha ancora disputato un solo minuto in Serie A in questa stagione.



La rabbia di Sarri non riguarda Motta. Riguarda l'assenza di Mandas dalla rosa. L'allenatore si è dichiarato "totalmente contrario" alla cessione di Mandas, una dichiarazione che ha il suo peso in uno spogliatoio della Lazio già in sofferenza per i numerosi infortuni. Con Provedel fuori gioco e Motta ancora da testare a questo livello, il potenziale di Mandas—valutato 68/100 dalle metriche avanzate, contro il suo attuale 59/100—rappresenta l'unica polizza assicurativa credibile in possesso della Lazio. Eppure siede inutilizzato in panchina, sintomo di una disfunzione più profonda tra dirigenza e staff tecnico.

Il tempismo è brutale. La Lazio occupa il decimo posto con 37 punti in 28 partite (9 vittorie, 10 pareggi, 9 sconfitte), un bilancio di stasi che esige stabilità, non sconvolgimenti. La loro differenza reti è pari a zero—28 gol fatti, 28 subiti—la firma statistica di una squadra né sicura né pericolosa. Provedel, nonostante l'infortunio, aveva fornito quella fiducia. Motta non lo farà.

Mandas ha 24 anni, è nato nel settembre 2000 e ha passato la stagione a guardare. Nessuna partita, nessuna statistica da citare, nessuna possibilità di colmare il divario di 9 punti tra la sua valutazione attuale e il suo potenziale massimo. Quel divario esiste per un motivo: non è stato messo alla prova nel calcio che conta, la Serie A. Eppure l'appoggio pubblico di Sarri suggerisce che l'allenatore veda qualcosa che Lotito non vede—o si rifiuta di vedere, perché vendere un Giovane portiere a gennaio sarebbe stato più redditizio che schierarlo ora.

L'ironia è amara. La Lazio aveva bisogno di Mandas tre settimane fa. Ne ha bisogno ora. Invece, si ritrovano con un esordiente e un rapporto fratturato tra chi sceglie la squadra e chi la finanzia.

L'esordio di Motta ci dirà se la rabbia di Sarri fosse giustificata, o semplicemente il lamento di un allenatore senza alternative.