Luciano Spalletti si appresta a restituire Manuel Locatelli al centrocampo della Juventus in vista della sfida contro il Pisa, un segnale di un reset tattico nella corsa bianconera alla Champions League. Il centrocampista ventottenne, assente dalle recenti formazioni, sarà il perno della mediana mentre il tecnico valuta le diverse esigenze di un attacco che fatica ancora a trovare una potenza di fuoco costante.
Il tempismo non è casuale. La Juventus occupa il sesto posto in Serie A con 50 punti in 28 partite – un bilancio di 14 vittorie, 8 pareggi e 6 sconfitte che testimonia un'inconsistenza cronica più che un declino. Con 50 gol fatti e 28 subiti, il problema non è la fragilità difensiva bensì l'imprecisione offensiva. Il reintegro di Locatelli suggerisce che Spalletti ritenga che sia proprio il centrocampo a essere diventato l'anello debole, e non il fulcro su cui si costruiscono le manovre offensive.
Locatelli ha collezionato 25 presenze in questa stagione, contribuendo con un gol e un assist e mantenendo una valutazione di 7.60 – solida, non spettacolare, il segno di un giocatore che svolge il suo compito senza illuminare il gioco. Il suo punteggio AI complessivo di 80/100, con un potenziale di raggiungere 84, riflette un centrocampista diviso tra le esigenze del possesso palla e quelle della progressione. In un campionato dove l'orchestrazione del centrocampo separa i contendenti dai "pretendenti", quei guadagni marginali contano.
Ciò che rende significativo questo richiamo è ciò che rivela sulla diagnosi di Spalletti. Anziché inseguire maggiore profondità offensiva – la risposta ovvia a 50 gol in 28 partite – sta raddoppiando sul controllo del centrocampo. Il ritorno di Locatelli implica che il tecnico creda che la Juventus sia stata troppo "sporca" nelle transizioni, troppo vulnerabile al pressing, troppo dipendente dalle individualità offensive. Un centrocampista con il suo ritmo di lavoro e il suo posizionamento può comprimere gli spazi, riciclare il possesso e creare le condizioni perché gli altri possano fiorire.
La "scelta in attacco" citata da Tuttosport rimane irrisolta. Questa ambiguità è eloquente. Spalletti ha opzioni ma nessuna risposta chiara – un lusso che assomiglia a un fardello quando si è sesti e si insegue il quarto posto.
Il compito di Locatelli è poco appariscente: ripristinare il ritmo, ridurre gli errori, dare alla Juventus la piattaforma che le è mancata. Se riuscirà, l'Europa resta a portata di mano. In caso contrario, il centrocampo diventerà l'alibi per un'altra stagione fallita.