La Lazio di Sarri ha piegato di misura il Sassuolo con un gol nel finale di Marusic domenica, ma la vittoria maschera una rosa in profondo disfacimento strutturale. Con Ivan Provedel ko per il resto della stagione a causa di un intervento chirurgico alla spalla e la profondità del centrocampo che si sta assottigliando, i Biancocelesti occupano l'undicesima posizione con 34 punti in 27 partite: un bilancio che grida mediocrità da metà classifica, non ambizione capitolina. È in questo scenario frammentato che Sergi Fernandes, l'attaccante ventenne, dovrà farsi strada.
Il Giovane talento portoghese non ha ancora collezionato presenze in Serie A in questa stagione. Zero partite, zero gol, zero assist. Sulla carta, rimane un elemento ancora da testare ai massimi livelli; il suo rating AI di 44/100 riflette il potenziale (con un tetto massimo di 65/100) piuttosto che il contributo attuale. Ma il potenziale è precisamente ciò che un club in caduta libera ha bisogno di coltivare. L'attacco sarridiano ha messo a segno appena 26 gol in 27 partite – una media che condannerebbe qualsiasi squadra nelle ultime sei posizioni senza una ferrea disciplina difensiva. I 27 gol subiti dalla Lazio suggeriscono che tale disciplina si sta incrinando velocemente.
La pubblica sfuriata di Sarri nei confronti di Claudio Lotito per la cessione di Mandas rivela tutta la tensione latente. L'allenatore voleva alternative tra i pali; il presidente voleva ricavi. Questa stessa dinamica – un'oculatezza che si traveste da lesina – determinerà se Fernandes otterrà minuti o si spegnerà in panchina. A 20 anni, non può permettersi un'altra stagione nell'anonimato. La finestra per lo sviluppo si chiude rapidamente nel calcio italiano, dove la pazienza è un lusso riservato ai nomi affermati.
La rotta della Lazio è ora critica. Sono più vicini alla zona retrocessione (attualmente con cinque punti di vantaggio) che alla qualificazione europea. Il salvifico gol di Marusic al 90° contro il Sassuolo ha guadagnato tempo ma non ha risolto nulla. Alla squadra mancano creatività, lucidità sotto porta e, ora, stabilità tra i pali. Fernandes rappresenta la scommessa che ogni club in difficoltà deve fare: lanciare un Giovane talento e sperare che si affermi più rapidamente di quanto la squadra non si sgretoli intorno a lui.
Sarri ha costruito la sua reputazione sul calcio offensivo e sullo sviluppo dei giocatori. Se avrà il capitale politico – e i punti in classifica – per concedere a Fernandes un impiego continuativo rimane la domanda che definirà sia la stagione del giocatore che il mandato dell'allenatore.