Giovanni Fabbian ha ricevuto un 6.5 dalla Gazzetta dello Sport per la sua prestazione contro il Milan — in particolare per aver "frenato" Theo Hernandez — ma la notte più significativa della stagione per il ventitreenne è arrivata nel caos dell'Olimpico, dove il Bologna è riuscito in qualche modo a superare la Roma per 3-4 complessivamente dopo i tempi supplementari in quella che i cronisti delle pagelle hanno definito una partita epocale.
Questo è rilevante perché Fabbian è il tessuto connettivo di un Bologna che lo stesso Vincenzo Italiano ammette che nessuno creda. "Saremo ancora gli sfavoriti ai quarti di finale," ha dichiarato Italiano dopo il risultato contro la Roma, una frase che funge da complimento velato a ogni giocatore che continua a sfidare il copione. Per un centrocampista di 23 anni con all'attivo 2 gol e 0 assist in 14 presenze in Serie A questa stagione, il palcoscenico europeo è dove il profilo di Fabbian sta silenziosamente venendo riscritto.
I numeri in campionato sono onesti e impietosi. Una media voto di 6.60 in 14 partite, due gol, zero assist. Un rating AI complessivo di 58 su 100, con un potenziale massimo di 68. Queste sono le cifre di un giocatore che svolge il lavoro oscuro — il genere che la Gazzetta ha notato quando ha neutralizzato Hernandez a San Siro, un compito che richiede disciplina tattica e impegno fisico piuttosto che creatività. Fabbian non costruisce ancora il gioco; impedisce agli altri di romperlo.
Il Bologna si trova all'ottavo posto in Serie A con 42 punti in 29 partite, un bilancio di 12 vittorie, 6 pareggi e 11 sconfitte. Non sono una contendente al titolo. Sono, tuttavia, una quartofinalista europea, e questa distinzione sta plasmando le richieste poste a ogni giocatore nella rosa di Italiano. L'emergere di Jonathan Rowe come sbocco offensivo chiave — segnalato in vista dello scontro con l'Aston Villa — significa che il lavoro di Fabbian a centrocampo difensivo diventa più, non meno, importante. Qualcuno deve coprire il terreno che Rowe lascia libero quando avanza.
L'infortunio di Skorupski aggiunge un ulteriore livello di pressione. Perdere il portiere titolare a metà stagione destabilizza una linea difensiva, e una difesa destabilizzata si appoggia maggiormente sul centrocampista che la precede. A Fabbian, che abbia cercato il ruolo o meno, viene chiesto di essere uno scudo.
A 23 anni, con un potenziale massimo di 68 e un allenatore che lo ha già portato a un quarto di finale europeo, Fabbian ha le basi. Cosa farà sotto gli occhi dell'Aston Villa è la prossima domanda a cui vale la pena rispondere.