Giovanni Fabbian ha fatto ciò che ogni centrocampista dovrebbe fare e per cui raramente riceve i giusti meriti: ha neutralizzato Theo Hernandez nel suo stesso territorio, a Milano, guadagnandosi un 6.5 dalla Gazzetta dello Sport nella trasferta di Serie A del Bologna a San Siro lo scorso 20 marzo, mentre il suo club, in parallelo, inscenava una delle notti europee più significative della stagione.
Questa duplice narrazione è fondamentale. Il Bologna si trova all'ottavo posto in Serie A con 42 punti in 29 partite — un percorso in campionato rispettabile ma non scintillante, fatto di 12 vittorie, 6 pareggi e 11 sconfitte — eppure gli uomini di Vincenzo Italiano hanno appena estromesso la Roma dall'Europa League, dopo una thrilling match terminata 4-3 ai supplementari (4-5 il risultato complessivo). In Europa il club sta giocando ben oltre le proprie potenzialità. Il compito di Fabbian è fare in modo che il motore campionato non si ingolfi mentre i riflettori si spostano su Villa Park.
I numeri della sua stagione narrano una storia di affidabilità funzionale, piuttosto che di contributo esplosivo: con 2 gol e 0 assist in 14 presenze in Serie A e un voto medio di 6.60. È il profilo del centrocampista che svolge il lavoro meno appariscente — pressing, copertura, rottura del gioco avversario — piuttosto che quello che costruisce le occasioni da gol. Contenere Hernandez, uno dei terzini più fisicamente imponenti del nostro calcio, si adatta precisamente a questo profilo. Non è il tipo di prestazione da "highlights", ma quella che porta punti.
A 23 anni, Fabbian vanta un rating complessivo AI di 58 su 100, con un potenziale di crescita proiettato a 68. Il divario tra questi due valori è la parte più interessante. Possiede le materie prime; la domanda è se il calcio europeo riuscirà ad accelerarne lo sviluppo o si limiterà a evidenziarne i limiti attuali. Italiano, che ha definito il Bologna un "underdog" contro l'Aston Villa in conferenza stampa, avrà bisogno che Fabbian si evolva in un centrocampista più completo se i Rossoblu vorranno competere su tre fronti senza esaurire le energie.
La profondità della rosa del Bologna è già sotto pressione. Il portiere Skorupski ha subito un nuovo infortunio che, secondo la Gazzetta, minaccia l'intera sua stagione, rimescolando le gerarchie tra i pali. I problemi in retroguardia impongono maggiori responsabilità al centrocampo, chiamato a controllare le partite e a limitare l'esposizione difensiva — esattamente il ruolo ricoperto da Fabbian.
Non è ancora il giocatore che il Bologna ha bisogno che diventi, ma contro il Milan ha dimostrato di poter essere il giocatore di cui la squadra ha bisogno in questo preciso momento.