Lorenzo De Silvestri non è stato l'uomo che ha trascinato il Bologna in quel 3-3 mozzafiato all'Olimpico il 20 marzo contro la Roma — le luci della ribalta sono spettate a Rowe e ad altri — ma la stagione del 37enne racconta una storia più sommessa, più complessa, su cosa significhi invecchiare con dignità in Serie A.
Il fulcro della questione è il seguente: il Bologna ha raggiunto i quarti di finale di Europa League, occupa l'ottavo posto in Serie A con 42 punti in 29 partite, e Vincenzo Italiano ha costruito qualcosa di veramente straordinario sulle rive del Reno. De Silvestri fa parte di questa infrastruttura. Ma con nove presenze e un voto medio di 6,70 in questa stagione, egli è una trave di sostegno, non un muro portante.
Quel 6,70 di media non è una vergogna per un difensore della sua età e del suo ruolo — è un numero funzionale, il voto di un professionista che svolge il suo compito senza sfigurare. Ma nove partite in una stagione che si è estesa fino ai turni a eliminazione diretta europei raccontano la loro storia. Italiano si fida di lui nelle rotazioni, non nelle situazioni di crisi. Quando il Bologna ha avuto bisogno di scalare quella che l'allenatore stesso ha definito "una montagna" contro la Roma, sono state le gambe più fresche e gli istinti più acuti a compiere la scalata.
Un punteggio complessivo IA di 68 su 100, con un potenziale massimo di soli 35, conferma ciò che l'occhio già sospetta: De Silvestri è un giocatore i cui giorni migliori sono stati archiviati, non da anticipare. A 37 anni, questo non è un insulto. È aritmetica. La domanda a cui Italiano deve rispondere è se un difensore con quei numeri appartenga a una rosa ora che si prepara per un quarto di finale contro l'Aston Villa — un palcoscenico dove il margine d'errore è spietato.
Il Bologna ha subito 34 gol in 29 partite di Serie A, un dato difensivo solido senza essere eccezionale. Il contributo di De Silvestri a tale solidità è stato misurato e intermittente. Offre esperienza, intelligenza posizionale e quel tipo di "zavorra" nello spogliatoio che gli allenatori apprezzano ma che gli statistici non possono facilmente quantificare.
Italiano, parlando dopo la sfida con la Roma, ha definito la sua squadra nuovamente sfavorita in vista del confronto con l'Aston Villa. Ha ragione. E nelle partite in cui il Bologna non può permettersi un singolo errore di posizione, il calcolo che riguarda un 37enne con un potenziale limitato si fa più netto. Il valore di De Silvestri ora è ciò che offre alla squadra tra una partita e l'altra tanto quanto in campo.
Non sarà lui la storia della primavera del Bologna. Ma si è guadagnato il diritto di farne parte.