Lorenzo De Silvestri non è andato a segno giovedì sera quando il Bologna ha eliminato la Roma dall'Europa League — un pareggio per 3-3 nei tempi regolamentari all'Olimpico, decisosi con un 4-3 ai supplementari per un trionfo complessivo di 5-4 — ma il difensore veterano era parte integrante della rosa che ha firmato uno dei derby italiani più drammatici della recente memoria europea. Vincenzo Italiano l'ha definita una vera e propria scalata. A 37 anni, De Silvestri di altitudine se ne intende.
Il succo del discorso è questo: il Bologna è ottavo in Serie A con 42 punti in 29 partite, un bilancio di 12 vittorie, 6 pareggi e 11 sconfitte, e ora si trova ai quarti di finale dell'Europa League contro l'Aston Villa. Per un club della sua levatura in ambito nazionale, raggiungere questo traguardo non è routine. È straordinario. E ogni senatore di quello spogliatoio, De Silvestri incluso, condivide una parte di questo successo.
I numeri individuali di De Silvestri in questa stagione sono modesti, sotto qualsiasi punto di vista: nove presenze in Serie A, zero gol, zero assist, un voto medio di 6,70. Un punteggio AI complessivo di 68 su 100, con un potenziale di sviluppo fissato a 35. I dati non lo lusingano, né dovrebbero. Non è qui per sviluppare il suo potenziale. È qui per assolvere un compito — tenere la linea difensiva, leggere la partita con l'acume di un uomo che l'ha letta mille volte prima, dare alternative a Italiano quando il calendario si infittisce.
E il calendario si è infittito notevolmente. L'infortunio di Skorupski, riportato dalla Gazzetta dello Sport come potenzialmente risolutivo per la sua stagione, aggiunge nuova turbolenza a una rosa già alle prese con due competizioni. Quando le pedine fondamentali vengono meno, il valore dei giocatori esperti e disponibili aumenta. Le nove presenze di De Silvestri suggeriscono che non sia un titolare inamovibile, ma l'affidabilità a gara in corso o in rotazione è una risorsa preziosa quando una rosa è al limite.
Italiano, nel post-partita della vittoria contro la Roma, è stato attento a presentare il Bologna come sfavorito contro l'Aston Villa. Questa impostazione ha un peso tattico: suggerisce un approccio compatto e disciplinato, piuttosto che un gioco aperto. Tutto ciò si addice a un difensore del profilo di De Silvestri — misurato, di posizione, al quale difficilmente verrà chiesto di spingere in avanti, ma perfettamente in grado di garantire la compostezza difensiva che il calcio caotico a eliminazione diretta richiede.
De Zerbi ha ammesso che la Roma ha mostrato il suo "meglio e il peggio" nella sconfitta. Che il Bologna abbia strappato il risultato nonostante il meglio espresso dalla Roma è il dettaglio su cui soffermarsi. Solidità difensiva, organizzazione collettiva, il non arrendersi quando la Roma ha pareggiato ripetutamente — queste sono le qualità che vincono le sfide europee, e sono le qualità che un difensore di 37 anni incarna per definizione.
De Silvestri non sarà il nome che gli osservatori avversari cerchieranno in rosso sulla distinta dell'Aston Villa. Questo anonimato, a questo punto della carriera, è proprio il suo valore.