Hakan Çalhanoğlu è tornato nell'undici titolare dell'Inter domenica al Franchi, ma il suo rientro non è bastato a impedire alla squadra di Cristian Chivu di lasciare per strada altri due punti nel pareggio per 1-1 contro la Fiorentina — un risultato che vede i Nerazzurri conservare sei punti di vantaggio sul Milan con la stagione che entra nel suo tratto più decisivo.



L'aritmetica sorride ancora all'Inter. Sessantanove punti in 30 partite, un bilancio di 22 vittorie, 3 pareggi e 5 sconfitte, e una difesa che ha subito appena 24 gol in tutta la stagione: questi sono i numeri di una squadra da scudetto. Eppure i pareggi si stanno accumulando, e ogni punto lasciato per strada in campi come il Franchi è un invito per le inseguitrici. Il Napoli, a quanto si dice sette punti più indietro, resta alla finestra. Così come il Milan.

L'importanza di Çalhanoğlu per questa Inter non può essere ridotta a una singola partita. In 18 presenze in Serie A in questa stagione, il 32enne ha messo a segno 8 gol e fornito 2 assist, agendo dal cuore del centrocampo — un bottino che farebbe invidia a molti attaccanti, figuriamoci a un regista. La sua media voto di 7.50 lo colloca tra i più costanti della rosa di Chivu. Quando è assente, l'Inter tende a sembrare meno fluida nel possesso palla e meno pericolosa in profondità. Il suo rientro in campo contro la Fiorentina era, sulla carta, il tipo di spinta che avrebbe dovuto chiudere la partita.

Così non è stato. Francesco Pio Esposito ha dato all'Inter un avvio fulmineo, ma Chérki Ndour ha pareggiato i conti per la Fiorentina, e la squadra di Chivu non è riuscita a trovare il gol vittoria. Le pagelle della partita hanno indicato Esposito e Nicolò Fagioli come i migliori in campo — non Çalhanoğlu, la cui influenza, se le fonti sono attendibili, non ha dominato il dibattito post-partita.

Questo merita di essere sottolineato. Un giocatore del suo profilo — 8 gol, un rating AI complessivo di 79/100, il motore di un centrocampo capolista — dovrebbe essere al centro della cronaca al suo rientro dall'assenza. Invece, la storia è stata un altro vantaggio buttato via, un'altra deludente prova lontano dalle mura amiche, un altro monito che il margine di errore dell'Inter si sta assottigliando anche se il suo bottino di punti continua a crescere.

La formazione di Chivu resta in testa. Ma la vetta è confortevole solo quando si vince.