Jeremie Boga si è guadagnato una maglia da titolare contro un Sassuolo falcidiato da un'epidemia di pertosse all'Allianz Stadium sabato, eppure la Juventus non è andata oltre l'1-1 – un risultato che lascia gli uomini di Spalletti al quinto posto con 54 punti, con lo sguardo rivolto verso le posizioni che valgono la Champions League e che tanto ambiscono.
Ecco il dato saliente: Boga ha trovato spazio da titolare nonostante il rientro di Dusan Vlahovic, il che la dice lunga sulla fiducia che Spalletti ha riposto nel 29enne in questa stagione. Sei presenze, tre gol, una valutazione media di 7.20: l'esterno ivoriano è stato una delle poche fonti di vera inventiva offensiva in una Juventus che ha segnato solo 52 volte in 30 partite di campionato. Quando l'allenatore ti consegna la maglia da titolare a discapito di un attaccante che rientra dopo quattro mesi di assenza, ti aspetti che punisca un avversario indebolito. La Juventus non l'ha fatto.
Spalletti stesso aveva impostato il tono prima del fischio d'inizio, avvertendo pubblicamente contro l'arroganza, data la crisi del Sassuolo — una rara ammissione pre-partita che la presunzione fosse un pericolo reale. È stata una lettura astuta della situazione e anche un segnale che il ruolo di Boga stesse evolvendo. La natura precisa di quel "nuovo ruolo" a cui Spalletti ha fatto riferimento rimane il suo segreto tattico, ma il risultato suggerisce che l'esperimento abbia prodotto attrito piuttosto che fluidità.
Il direttore del Sassuolo, Giovanni Carnevali, aveva riconosciuto che non era stata "una settimana facile" per il suo club, eppure il portiere Muric — indicato nelle pagelle come la figura decisiva — ha ripetutamente negato il gol a un attacco della Juventus ispirato da Yildiz. Il presunto erede di Andrea Consigli si è eretto a muro invalicabile. Boga e compagni non sono riusciti a scardinarlo in modo sufficientemente decisivo.
L'aritmetica è brutale. Quindici vittorie, nove pareggi, sei sconfitte in 30 partite: la Juventus è una squadra che troppo spesso si accontenta del punto quando ne sono disponibili tre. Un pareggio contro una squadra che sta affrontando una vera e propria emergenza sanitaria pubblica non è una crisi, ma è un sintomo. Con una valutazione complessiva AI di 72 su 100 e senza margini di crescita oltre tale limite, secondo la valutazione attuale, Boga è quello che è: un esterno dinamico, a tratti brillante, capace di creare sprazzi ma incapace di trascinare da solo una macchina che stenta a ingranare.
Il rientro di Vlahovic e Milik in rosa ripristina almeno le opzioni. Spalletti ora ha uomini da ruotare, combinazioni da provare e avversari da tenere sulle spine. I tre gol di Boga in sei presenze da titolare in questa stagione lo rendono troppo prezioso per essere messo in panchina; la sua incapacità di sbloccare un Sassuolo in crisi lo rende troppo incostante per essere un punto fermo del progetto.
Quinto posto, 54 punti, e un pomeriggio di prodezze del portiere che si è frapposto tra la Juventus e una vittoria di peso: Spalletti deve trovare la formula rapidamente, perché la classifica non aspetta nessuno e non permette di adagiarsi.