Jeremie Boga ha conquistato una maglia da titolare contro un Sassuolo decimato da un'epidemia di pertosse sabato all'Allianz Stadium, ma la Juventus non è andata oltre l'1-1 — un risultato che lascia la squadra di Spalletti ferma al quinto posto con 54 punti dopo 30 giornate di Serie A.
Il punto è questo: quando una rosa falcidiata dalle malattie ti offre un'opportunità, la cogli. La Juventus non l'ha fatto. E Boga, schierato in quello che lo stesso Spalletti ha definito un "nuovo ruolo", è stato un elemento chiave per capire il perché. Tre gol in sei presenze in Serie A in questa stagione, una media voto di 7.20 a partita — i numeri suggeriscono un giocatore in buona forma. Il pareggio suggerisce che la squadra intorno a lui non sia riuscita a trasformare l'opportunità in punti.
Spalletti aveva messo in guardia prima della partita contro l'arroganza, un'osservazione pungente date le circostanze del Sassuolo. Il direttore dei Neroverdi, Giovanni Carnevali, aveva apertamente ammesso che "non era stata una settimana facile" per il suo club. Eppure il sostituto di Andrea Consigli tra i pali, Adi Muric, è stato il protagonista — il portiere ha salvato il Sassuolo da un attacco della Juventus ispirato da Yildiz, secondo le pagelle post-partita. Boga ha iniziato al posto di Dusan Vlahovic, rientrato in rosa dopo quattro mesi ma non schierato dall'inizio. Anche Arkadiusz Milik ha fatto la sua prima apparizione in maglia bianconera dal 2024.
La cornice del "nuovo ruolo" di Spalletti merita un'analisi approfondita. Boga ha 29 anni, un attaccante che ha costruito la sua reputazione sulla propensione alla giocata diretta e all'imprevedibilità. Una reinvenzione tattica a questo punto della carriera può sbloccare un giocatore o disorientarlo. Con un rating AI complessivo di 72 e senza margini di crescita oltre questo tetto, Boga è quello che è — un giocatore affidabile, seppur non spettacolare. Tre gol in sei partite sono un bottino rispettabile. Zero assist, tuttavia, suggeriscono un giocatore che opera in isolamento piuttosto che come fulcro creativo.
La Juventus si trova al quinto posto con una differenza reti determinata dalla solidità difensiva — 29 gol subiti in 30 partite — ma i 52 gol segnati nell'arco della stagione raccontano la storia di una squadra che fatica a esprimere un gioco fluido, affidandosi più alla concretezza. Un pareggio contro un Sassuolo colpito dalla pertosse non sposta l'ago della bilancia verso un posto in Champions League. Potrebbe, di fatto, confermare i propri limiti.
La prossima prova di Boga rivelerà se l'esperimento tattico di Spalletti ha basi solide o se la Vecchia Signora avrà bisogno dei suoi attaccanti di ritorno — Vlahovic in primis — per rompere l'impasse che, un pareggio dopo l'altro, sta diventando una consuetudine.