A 32 anni, Federico Bernardeschi ha ricordato al Bologna e all'intero mondo del calcio perché Vincenzo Italiano ripone ancora fiducia in lui nei momenti più importanti. Il centrocampista ha ispirato i Rossoblu a un pareggio per 1-1 contro la Roma nell'andata degli ottavi di finale di Europa League al Dall'Ara giovedì sera, un risultato che lascia ogni verdetto alla sfida di ritorno della prossima settimana all'Olimpico.
La posta in gioco è di natura esistenziale per le ambizioni continentali del Bologna. Ottavo in Serie A con 39 punti in 28 partite, il club non può permettersi passi falsi in Europa; è la loro autentica via d'accesso alla Champions League della prossima stagione. Bernardeschi, con una media voto di 6.90 in 20 presenze in Serie A in questa stagione, due gol e un assist, è diventato un perno inaspettato nell'architettura di centrocampo di Italiano. Contro l'intensità della Roma, ha risposto presente quando contava di più.
La valutazione post-partita di Italiano è stata inequivocabile: Bernardeschi è stato eccezionale. Il tecnico ha visto nella prestazione del suo centrocampista quel tipo di compostezza e intelligenza tecnica che distingue l'esperienza dalla gioventù. A questo punto della sua carriera – nato a febbraio 1992, ora 32enne – Bernardeschi non è più una promessa né un titolare fisso. È un jolly, un giocatore la cui valutazione complessiva di 73/100 riflette il suo status attuale: utile, non trascendente. Eppure, contro la Roma, ha trasceso i numeri.
Il pareggio in sé è una vittoria tattica per il Bologna. La Roma, una squadra con un potere di spesa e un pedigree europeo di gran lunga superiori, non è riuscita a piegarli. Il tardivo intervento di Pellegrini per gli ospiti ha impedito un trionfo completo dei Rossoblu, ma la narrativa appartiene alla resistenza del Bologna e alla maestria di Bernardeschi a centrocampo. Una sfida ancora in perfetto equilibrio in vista della gara di ritorno è esattamente ciò che Italiano desiderava: un esito ancora tutto da decidere.
Ciò che rende questa prestazione significativa è il suo contesto all'interno della stagione del Bologna. La squadra ha vinto 11 delle 28 partite di campionato e ha subito 34 gol — è vulnerabile in difesa. Nelle competizioni europee, dove la disciplina tattica è punita senza pietà, la capacità di Bernardeschi di proteggere il possesso e controllare il ritmo diventa inestimabile. Il suo bottino di assist (uno in 20 partite di Serie A) sminuisce il suo effettivo contributo; ai centrocampisti nel sistema di Italiano è chiesto di creare spazio, non sempre di fornire l'ultimo passaggio.
La gara di ritorno sarà decisiva per il prosieguo della campagna del Bologna in Europa League. Bernardeschi, se schierato di nuovo, sarà cruciale nella bolgia di Roma. Per ora, i Rossoblu hanno ciò di cui avevano bisogno: speranza, e un centrocampista che ha dimostrato che l'età è solo un numero quando l'intelligenza calcistica rimane acuta.