La tensione tra Como e Roma è nuovamente esplosa — questa volta a causa del provocatorio post su Instagram di Assane Diao — ma la vera storia che si sta scrivendo allo Stadio Sinigaglia appartiene ai calciatori che restano in silenzio e fanno il loro dovere. Mateo Baturina, 23 anni, è diventato esattamente quel tipo di elemento per la squadra di Cesc Fàbregas, attualmente al quarto posto, un metronomo a centrocampo mentre il club naviga tra le vicende esterne e l'inesorabile matematica di una corsa al titolo di Serie A che ha già mietuto i temperamenti più deboli.



Il Como si trova a quota 51 punti in 28 partite, con un bilancio di 14 vittorie, 9 pareggi e 5 sconfitte, un ruolino di marcia abbastanza solido da mantenere la quarta posizione. Questo equilibrio — né spettacolare né fragile — dipende da giocatori come Baturina che svolgono il lavoro meno appariscente: quattro gol e tre assist in 18 presenze, con una valutazione media di 7.10. I numeri sono modesti. Sono anche onesti. Non è un giocatore che cerca i riflettori. È un calciatore che si guadagna il suo posto attraverso la costanza.

L'episodio Diao, qualunque siano i suoi dettagli, arriva in un momento in cui il Como non può permettersi distrazioni. Fàbregas ha ereditato una rosa la scorsa estate e ha saputo costruire qualcosa di veramente coerente: 46 gol segnati, solo 21 subiti, la disciplina difensiva di un allenatore che comprende la struttura. Il ruolo di Baturina all'interno di questo quadro è più importante di qualsiasi schermaglia sui social media. È il tipo di centrocampista che fa funzionare il sistema — non appariscente, ma essenziale.

Ciò che distingue la stagione di Baturina è la sua potenziale traiettoria. La valutazione dell'intelligenza artificiale lo posiziona a 70/100 complessivamente, con un tetto di 78/100. Quel divario — otto punti — rappresenta la differenza tra un affidabile titolare di Serie A e un giocatore in grado di attirare un interesse concreto da parte di club di livello superiore rispetto alla posizione attuale del Como. Le recenti cronache di Tuttosport sulla trasformazione di Da Cunha da esterno a metronomo della squadra sotto la guida di Fàbregas suggeriscono che l'allenatore possiede un talento nel riposizionare i giocatori. Baturina, già nella sua posizione naturale, ha margini per crescere nel ruolo piuttosto che adattarvisi.

Mentre le tensioni con la Roma ribollono e Fàbregas gestisce sia l'ambizione che la volatilità, il costante accumulo di presenze e prestazioni di Baturina potrebbe rivelarsi la risorsa più preziosa del Como: un centrocampista che lascia che gli altri facciano rumore mentre lui fa funzionare la squadra.