Mateo Baturina si è imposto come l'architetto invisibile della cavalcata del Como verso il quarto posto. Mentre Da Cunha si prende i riflettori e Butez si rende protagonista tra i pali, il centrocampista ventitreenne si è ritagliato un ruolo fondamentale nel meccanismo di Cesc Fàbregas con una costanza che smentisce la sua Giovane età e la sua limitata esperienza. In 18 partite in questa stagione, Baturina ha messo a segno 4 reti e fornito 3 assist, con una media voto di 7.10: cifre di tutto rispetto per un giocatore che opera nel cuore del centrocampo di una squadra che ambisce all'Europa che conta.
Il suo significato non risiede tanto nella quantità dei suoi contributi, quanto piuttosto nel loro tempismo e nella loro qualità. Il Como è quarto con 51 punti in 28 partite, con una struttura che permette alla squadra di tenere testa alle big del campionato. Il ruolo di Baturina in questa stabilità è stato basilare. Fàbregas, l'ex centrocampista di Arsenal e Barcellona, ha costruito il suo Como attorno al possesso palla e alla disciplina tattica posizionale, virtù che richiedono un centrocampista capace di interpretare gli spazi, dettare il ritmo e accelerare il gioco al momento giusto. A 23 anni, Baturina possiede le basi tecniche per attuare questa visione, anche se il suo valore complessivo di 70/100 suggerisce un margine per quel salto di qualità decisivo che lo elevi dalla fascia media della Serie A.
I riflettori sono stati puntati sulla metamorfosi di Da Cunha e sull'affermarsi dell'autorità di Butez tra i pali. Eppure, la costanza di Baturina – presente in quasi due terzi delle partite del Como e con una media costante di 7.10 – testimonia un giocatore che sta conquistando la fiducia di Fàbregas nel modo più cruciale per un allenatore: effettuando il passaggio giusto al ritmo giusto, rendendosi sempre disponibile e non perdendo palla in zone pericolose del campo. Il suo potenziale massimo di 78/100 suggerisce che Fàbregas veda in lui qualcosa su cui valga la pena investire: un giocatore che potrebbe evolvere da interprete affidabile a vero e proprio fulcro della squadra.
Il quarto posto del Como non è un caso. È il frutto di 14 vittorie, 9 pareggi e sole 5 sconfitte; una differenza reti di +25 (46 gol fatti, 21 subiti) che testimonia sia l'ambizione offensiva sia la solidità difensiva. E l'impronta di Baturina è evidente su entrambi gli aspetti. La domanda ora è se riuscirà a mantenere questa traiettoria mentre l'intensità della stagione raggiunge il suo culmine e il divario tra il quarto posto e la zona Champions si assottiglia a un filo.
Il suo prossimo atto definirà se le ambizioni europee del Como poggiano sulle spalle dei soli talenti più acclamati, o anche su quelle del centrocampista silenzioso ma indispensabile che li fa girare.