Una domenica pomeriggio di marzo a Bergamo. Il Gewiss Stadium dovrebbe essere una fortezza, un luogo dove le ambizioni si forgiano. Invece, Raffaele Palladino si appresta ad affrontare questa sfida con interrogativi che gli volteggiano intorno come avvoltoi. L'Atalanta ha bisogno di una vittoria per riaffermarsi come forza nelle zone alte della Serie A. L'Hellas Verona ha bisogno di un miracolo – o quantomeno dell'inizio di uno.
**IL MOMENTO DELLE SQUADRE**
Le ultime cinque gare dell'Atalanta recitano: V, V, S, P, P. Sulla carta, si tratta di una squadra in lieve flessione. Andando ad analizzare più a fondo, la situazione peggiora. La sconfitta per 2-1 subita a Sassuolo il primo marzo non è stata una nota a piè di pagina, ma un vero e proprio campanello d'allarme. Il Sassuolo, una squadra con le proprie difficoltà, ha smantellato la formazione di Palladino lontano da casa. Sono poi seguiti due pareggi consecutivi: un 2-2 contro l'Udinese al Gewiss, dove perdere punti in casa è un peccato capitale per un club con ambizioni europee, e un lodevole 1-1 contro l'Inter che non ha entusiasmato nessuna delle due squadre. Le vittorie contro Napoli e Lazio sembrano ormai sempre più lontane. Questa è una squadra che ha smesso di convincere.
Il Verona arriva in condizioni peggiori. Quattro sconfitte nelle ultime cinque partite. L'unica interruzione a questa serie di risultati negativi è stata la vittoria per 2-1 a Bologna l'8 marzo – un risultato che sembrava un'ancora di salvezza finché la settimana successiva non hanno prontamente perso 2-0 in casa contro il Genoa. Paolo Sammarco sta gestendo una squadra che ha subito tre reti a Sassuolo e non riesce a mantenere la porta inviolata in casa. La sconfitta contro il Genoa, sul proprio terreno di gioco, è particolarmente incriminante. Una squadra che non riesce a difendere il proprio campo non ha motivo di affrontare la trasferta di Bergamo con fiducia.
**PRECEDENTI**
L'unico scontro diretto nei dati disponibili ha visto la vittoria dell'Hellas Verona. I tifosi dell'Atalanta non gradiranno un tale promemoria. È un campione esiguo – una sola partita – ma pianta un seme di dubbio in una settimana in cui Palladino non può permettersi alcun passo falso. Il Verona ha dimostrato di poter battere questa Atalanta. Se l'attuale incarnazione di entrambi i club assomigli a quello scontro è ben altra questione.
**LE CHIAVI TATTICHE**
La questione tattica centrale è se l'Atalanta riuscirà a imporre il proprio gioco di pressing a un Verona che ha concesso gol e perso fiducia in egual misura. Il sistema di Palladino richiede intensità e verticalità. Quando funziona – come avvenuto contro Lazio e Napoli – è soffocante. Quando le gambe cedono, come è sembrato accadere contro Udinese e Sassuolo, si aprono gli spazi e gli avversari ne approfittano.
La migliore speranza del Verona risiede nelle transizioni. Sammarco saprà che la sua squadra non può eguagliare l'Atalanta in una battaglia di possesso palla prolungato. Imposterà la sua squadra per essere compatta, assorbire la pressione e colpire in contropiede. La vittoria per 2-1 a Bologna suggerisce che abbiano gli uomini per eseguire quel piano in una giornata di grazia. La domanda è se abbiano la disciplina difensiva per rimanere in partita abbastanza a lungo da poter fare la differenza. Le prove recenti – quattro sconfitte in cinque gare – suggeriscono il contrario.
Il controllo del centrocampo sarà decisivo. Se il motore del centrocampo dell'Atalanta funzionerà, il Verona correrà a vuoto. Se invece dovesse singhiozzare nuovamente, come accaduto nelle ultime settimane, gli uomini di Sammarco sentiranno odore di sangue.
**PRONOSTICO**
La forma dell'Atalanta non convince ma la sua qualità in casa dovrebbe essere sufficiente. Il Verona è in caduta libera, avendo vinto una sola volta su cinque e concedendo gol con facilità. Palladino ha bisogno di una risposta dopo la figuraccia di Sassuolo, e le partite casalinghe contro squadre in difficoltà sono proprio il palcoscenico dove le squadre ferite si riscoprono.
Vittoria dell'Atalanta, 2-0. La prestazione sarà comunque sotto la lente d'ingrandimento.